Accedi o registrati

Sei un nuovo utente? Registrati

Hai un account su un social network? Accedi con il profilo che preferisci


Hai un account CrazyForSport o Gioca?

BENVENUTI NEL NOSTRO SITO

INTERVISTE

06/05/2008
LA GAZZETTA DELLO SPORT - ECCO IL MERCATO ESORDIENTI E ..........

GAZZETTA DELLO SPORT

06 Maggio 2008

ECCO IL MERCATO ESORDIENTI E SCOPPIA LO SCANDALO.

La vergognosa compravendita dei bambini scatena le accuse contro i club più importanti.

L'allarme è stato lanciato dalla sede della Lega Dilettanti di Milano. Tanti i risvolti sulla vita dei piccoli giocatori.

MILANO,  6 maggio 2008  -  L'allarme l'ha lanciato il delegato F.I.G.C. di Milano, Angelo Prazzoli, subissato da troppe lamentele.  Società prese d'assato, "scippate" dei piccoli calciatori dai sodalizi del "pianerottolo accanto".  Professioniste e non.  Un fenomeno colorato d'abitudine che scivola tuttavia all'ombra della morale quando si spinge fino a Pulcini ed Esordienti.   Genitori convinti da una telefonata, speculazioni di improvvisati "talent scout" e provini che rovinano la passione dei più piccoli.   Ma anche la necessità di regole e metodi che ne garantiscano il rispetto.  E' la fotografia scattata dagli addetti ai lavori.

CONSIGLI E SCELTE  -  Per i più giovani non esistono vincoli pluriennali (per fortuna).  Ma spesso consigli interessati spostano le scelte dei genitori.  "Alcuni club pescano i numeri persino sulla guida del telefono - spiega Roberto Pazzi, presidente del Bresso - chiamano lo stesso cognome fino a trovare l'interlocutore giusto e organizzano provini senza nullaosta".  "E' una pratica scorretta e anche pericolosa perchè espone al rischio di infortuni non coperti dall'assicurazione" - aggiunge Roberto Tomanin, vicepresidente dell'Accademia San Leonardo.   "Noi spendiamo risorse, tempo e denaro per formare piccoli calciatori - prosegue - e poi ce li portano via senza una lra in cambio da club che sfruttano il marchio Milan o Inter o altro, promettendo perfino l'iscrizione gratuita.

QUESTIONE DI NOME  -  L'appeal del nome, un richiamo forte.  "Noi non facciamo provini di nascosto e poi, il marchio Milan che utilizziamo è solamente per la Scuola Calcio - la campana di Vincenzo Cicoria, presidente della Masseroni - Non promettiamo una carriera nei rossoneri.  Casomai che ci sceglie lo fa per la qualità di istruzione e servizi che garantiamo".   Un concetto quest'ultimo, ripreso da Paolo Gatti, dirigente della Lombardia Uno.  "Non esistono orchi nel calcio giovanile.  Spesso veniao additati in questo senso.  Falso.  La Lombardia Uno lavora forse più degli altri.  Contattiamo correttamente i club dei giocatori che ci interessano ma questi cestinano le nostre richieste senza riportare a ragazzi e famiglie i nostri propositi".  Prosegue Enzo Brozzi, d.s. dell'Accademia Inter: "Due anni fa Pro Patria, Legnano e Pavia hanno fatto la spesa da noi.  Succede a tutti.  La nostra sola tutela è mantenere un livello di formazione molto alto.  Il nostro comportamento è sempre trasparente, semmai abbiamo a che fare con decine di genitori-procuratori che ci propongono o loro figli.  Del resto io vedo molta incompetenza in giro.   Presunti istruttori che fanno fare le ripetute col compagno sulle spalle a ragazzini del '98". 

FRENO  -  Eppure la ricerca del talento si tramuta spesso in "caccia", la mancanza di correttezza diventa un giochino abusato, da società, dai genitori e non solo.  "Una persona che collaborava con noi se ne è andata e si è portata nella nuova squadra una dozzina di ragazzini del '97", testimonia Fabio Romani, presidente della Gescal Boys.  "Siamo stati costretti e ritirare la formazione e non fare la categoria.  Il problema è grave ed esige regole precise.  Io sono convinto che l'unico modo per farle rispettare sia toccare il potafogli di chi se ne approfitta".  Nicola Minichiello, d.s. dell'Iris, parla di "fenomeno amorale".   "la F.I.G.C.  -  dice  -  deve rimediare.  Questo processo illude ragazzi e genitori.  Tanti club promettono percorsi di carriera impossibili".